un luogo di ricerca, formazione e cultura della luce.

per accompagnare nel mondo del lavoro
i progettisti del domani... approfondisci

open day marionannischolé
museovirgola, via santo stefano 94, bologna, 07/02/2026
marionannischolé apre le porte della sua sede in via santo stefano 94 a bologna per l'open day di presentazione dei suoi percorsi formativi.
scopri di più
gli scappatidicasa
museovirgola, via santo stefano 94, 05/02/2026
in occasione di art city bologna 2026,
fondazionemarionanni e la marionannischolè
aprono le porte della loro sede nel cuore di bologna,
il museovirgola, dove si terrà
“gli scappatidicasa in mostra”.
scopri di più

lo scrittoredellaluce,
è un letterato
un ricercatore
un innovatore
uno sperimentatore
uno studioso.
lavora e si cimenta in molti campi della progettazione.
viene dallo studio e dal saper fare con le mani,
sa curare ogni dettaglio e con metodo lo scrive,
ma soprattutto sa ascoltare,
e ha la piena consapevolezza di imparare a costruire
in maniera etica nel rispetto dell’ambiente,
della natura e dell’uomo. marionanni

il futuro dello scrivere la luce

scriverelaluce del futuro è un atto di consapevolezza verso il prossimo. un atto di responsabilità che dialoga con la vita e l’ambiente, rivelando, connettendo, trasformando. sarà una luce che impara dalla natura, riscoprendo il sole, la luna, le stelle come primi maestri.

un ritorno all’essenza primordiale della luce, capace di modellare lo spazio senza spreco né artificio. non basta accendere, bisogna saper vedere. non basta progettare, bisogna saper ascoltare.

la luce si scrive con visione, sensibilità, cultura. il cambiamento si costruisce con conoscenza ed esperienza, attraverso occhi capaci di leggere il buio e la luce, rispettandone la forza e la delicatezza. la luce del futuro sarà una presenza viva, mutevole, in sintonia con chi la vive. un oggetto essenziale che accompagna senza imporre, si adatta ai bisogni e si fonde con la luce naturale, trovando equilibrio tra artificiale e naturale, energia, poesia e bellezza.

insegnare non è trasmettere nozioni, ma accendere pensieri, affinare lo sguardo, formare progettisti capaci di attraversare la complessità con etica e coraggio, per ripensare la luce come linguaggio che comunica, segno che emoziona, presenza che guida.